VISIONE CURATORIALE

La Biennale d’Arte Spirituale propone un percorso espositivo che integra spazio fisico e spazio digitale, articolandosi attraverso una doppia modalità di fruizione: l’esposizione in presenza e l’esperienza in realtà aumentata accessibile tramite QR code.

Questa scelta curatoriale nasce dalla volontà di ampliare le possibilità di incontro tra pubblico, opere e contenuti, offrendo un’esperienza stratificata e accessibile, in cui l’arte diventa strumento di riflessione, ascolto e consapevolezza.

Un’esperienza estesa e multilivello

I QR code presenti lungo il percorso espositivo rappresentano un’estensione dell’esperienza artistica. Attraverso di essi, il pubblico può accedere a contenuti digitali che affiancano le opere fisiche e in realtà aumentata, ampliando la comprensione del tema della guarigione attraverso l’arte.

I contenuti disponibili tramite QR code includono:

  • opere di artisti contemporanei in formato digitale o in realtà aumentata
  • approfondimenti tematici legati alle 33 Vie Spirituali
  • impianti sonori e ambienti audio
  • meditazioni e pratiche di ascolto
  • riferimenti a opere del passato, selezionate in coerenza con la linea curatoriale

Questa pluralità di materiali consente un dialogo trasversale tra linguaggi, epoche e modalità espressive, senza creare gerarchie tra fisico e digitale.

Dialogo tra contemporaneo e memoria

La presenza di opere del passato all’interno del percorso digitale non risponde a una logica storicistica, ma a una volontà di connessione simbolica. Le opere selezionate vengono proposte come riferimenti culturali e visivi che dialogano con le ricerche contemporanee, offrendo spunti di riflessione sul tema della guarigione intesa come esperienza universale e atemporale.

Questo approccio permette di collocare le pratiche artistiche contemporanee all’interno di una continuità più ampia, valorizzando il dialogo tra tradizione e ricerca attuale.

Arte come spazio di cura e consapevolezza

La visione curatoriale considera l’arte come spazio di cura, non in senso terapeutico, ma come luogo simbolico in cui l’individuo può confrontarsi con la propria interiorità.

Le opere, i suoni, le immagini e i contenuti proposti lungo il percorso invitano il pubblico a un’esperienza di fruizione attiva, in cui l’osservazione diventa ascolto e il tempo dell’esperienza si adatta al ritmo personale di ciascun visitatore.

Un percorso aperto e non prescrittivo

La Biennale non propone interpretazioni univoche né percorsi obbligati.

Il pubblico è libero di esplorare le Vie, le opere e i contenuti digitali secondo il proprio interesse, costruendo un’esperienza personale e soggettiva.

La visione curatoriale si fonda su un principio di apertura, in cui la guarigione attraverso l’arte viene proposta come possibilità, non come obiettivo imposto, lasciando spazio alla pluralità di letture e sensibilità.